I Carri di S.Lucia

L'originale spettacolo delle sontuose macchine scenografiche che si realizzano a Belpasso in occasione della Festa di S.Lucia, per tramandare la Fede con il sapiente artigianato che si fa arte, la devozione che si fa ingegno, la storia che si fa racconto

Le sontuose macchine scenografiche , i “Carri”, che si realizzano a Belpasso, in occasione delle annuali celebrazioni di S.Lucia, si rifanno alle macchine sceniche che - inventate da Leonardo e allestite durante il seicento e parte del settecento - venivano predisposte per la rappresentazione spettacolare di fatti ed avvenimenti particolari, di forte risonanza culturale, sociale o religiosa, ai fini di partecipare ad un vasto pubblicio, attraverso delle fantasiose allegorie, l'avvenimento stesso.
I “Carri di S.Lucia” di Belpasso hanno origine nella seconda metà dell'ottocento, quando il ceto dominante dei Mastri riuscì a creare, oltre la locale Banca popolare, una manifestazione che, nel tempo ha assunto un rilevante interesse regionale e nazionale per le componenti religiose, storico – culturali ed artistiche proprie della comunità belpassese.
Espressione delle maestranze dei quartieri S.Antonio, Matrice, Purgatorio, S.Rocco e Borrello, i Carri vengono allestiti con orgoglioso impegno, sacrificio, e spirito di grande devozione verso la Santa Patrona. Il segreto del meccanismo del Carro ( i suoi congegni, le successioni sceniche d'apertura chiamate “spaccate”, gli effetti particolari di luci e suoni), lo conosce solo il Mastro ideatore e pochi intimi. Così viene preparata la grande sorpresa dell'apertura dei Carri , durante la serata dell'appassionante vigilia della Festa, caratterizzata anche dall'esecuzione delle antiche Cantate in onore della Santa e per questo chiamata anche “serata dei cantanti” .
Il Carro, e il vario argomento trattato di anno in anno, ha certamente un forte impatto emotivo con lo spettatore che ne segue le varie fasi di rappresentazione fino alla scena finale: l'apoteosi di Santa Lucia, quando tra luci, suoni, effeti scenici e pirotecnici, angeli glorificanti e figure celesti, la Santa viene presentata nella gloria del paradiso, avvolta nel suo mistero di luce e beatitudine.
Ed ecco che il sapiente artigianato si fa arte, la devozione si fa ingegno, la storia si fa racconto.
E' una raffigurazione tutta particolare. Il Carro , infatti, raggiunge la considerevole altezza di oltre quindici metri ed una larghezza di circa dieci metri, ed è assemblato su di un rimorchio (anticamente veniva allestito su quattro carretti). Viene presentato in piazza racchiuso dietro pochi pannelli scenici che, successivamente, come per incanto, incominciano a muoversi, ad alzarsi, a ruotare ad aprirsi, a “spaccarsi”.
Ne sono attori – sul prospetto – dei figuranti che impersonano i protagonisti della vicenda rappresentata ( narrata da una voce fuori campo) e – nel dorso - i mastri stessi che hanno ideato e realizzato il Carro e che ne muovono, ora, i congegni tecnici di apertura.
Ma protagonista indiscussa, acclamata ed invocata, tra gli evviva che si disperdono per l'aere freddo e cristallino resta santa Lucia, che gode dell'affettuosa devozione dei suoi fedeli.

Artisticamente i Carri corrispondono al concetto di arte popolare. Ogni Carro è un pezzo unico che non sarà più rivisto e ripetuto ( la tematica,infatti, cambia ogni anno) e ciò oltre a riflettere il valore artististo, esprime anche le ragioni spirituali per cui viene realizzato, diventanto quasi un elemento sacrale, esposto solo nei giorni canonici delle festa.
La bellezza estetica delle forme risponde a moventi concreti di manegevolezza e restistenza, consacrata da recniche e modelli tramandati dalla tradizione. Ed è su tale fondo realistico che poi la fantasia popolare del mastro ideatore progetta i Carri, attingendo a piene mani alle fonti della storia, della leggenda, riecheggiando modelli sacri e temporali, concisi e sapienti.
L'arte popolare dei Carri di Belpasso è espresione di uno strato sociale – i giovani e le maestranze - artisticamente attivo perchè riesce a produrre simboli che sono estrinsecazione di una cultura popolare propria, che determina un'estetica diffusa nei vari comportamenti umani e intrecciata a funzioni cerimoniali e religiosi.
E' un'arte tutta propria che ben si accosta alle più note pitture sul vetro, sui carretti, per le scenografie dell'opera dei pupi, dove emergono scuole e stili.
E' una forma d'arte antica che ha fatto e fa spettacolo, che conserva una funzione critica e di orientamento culturale nella società globalizzata.
Infine, con l'inserimento della voce fuori campo che narra la vicenda rappresentata, vengono ad unirsi e quindi sublimarsi nei Carri, ciò che il paletnologo Andrè Leroi-Gourhau ( Parigi 1911-1986) definì le tre grandi sfere fondatrici dell'umano: il linguaggio, la tecnologia, l'estetica e ciò potrebbe dirla lunga sul significato e ciò che rappresentano i Carri di S.Lucia allestiti a Belpasso, dai belpassesi.
Come confermato dal critico Vittorio Sgarbi, durante una sua visita a Belpasso nei cantieri dove si preparono i Carri: "...evento non solo religioso ma anche socio-antropologico di un sorprendente spirito di assolutà gratuità".
Anche la cattedra universitaria del "Teatro di figura" dell'accademia delle belle arti di Firenze ha mostrato un certo interesse per la manifestazione con l'idea di assegnare anche delle apposite tesi di laurea sull'argomento.
Già nei trascorsi anni ottanta, la cattedra di antropologia culturale della Facoltà di Scienze politiche dell'ateneo catanese si interessò alla manifestazione, portando all'attenzione anche della sez. Unesco di Catania l'iniziativa che fu documentata e censita tra le più rilevanti del vasto comprensorio etneo.

Le Lucie

Da un decennio a questa parte, il ruolo delle ragazze che raffigurano santa Lucia nella scene dell'apoteosi dei Carri, è stato evidenziato e ricoperto di significato. Durante una celebrazione eucaristica, vengono benedette con l'abito che indosseranno nella raffigurazione.

Partecipano alla processione delle S. Reliquie, tenendo in mano un cero acceso, che simboleggia la lampada delle Vergini prudenti del vangelo di Matteo. Partecipano all'offertorio della Messa solenne presieduta dall'Arcivesco- vo e prendono parte all'ultimo tratto di processione della Vara, la sera del 14 dicembre. Quest'anno, in occasione del Pellegrinaggio che la Fondazione effettuerà a Siracusa il 27 Novembre, le Lucie riceveranno la benedizione nella cattedrale aretusea.

 

Video, Foto e Multimedia

Evento non solo religioso ma anche socio-antropologico di un sorprendente spirito di assolutà gratuità.
(Vittorio Sgarbi, durante una sua visita a Belpasso nei cantieri dove si preparono i Carri)

E' un'arte tutta propria che ben si accosta alle più note pitture sul vetro, sui carretti, per le scenografie dell'opera dei pupi, dove emergono scuole e stili.
E' una forma d'arte antica che ha fatto e fa spettacolo, che conserva una funzione critica e di orientamento culturale nella società globalizzata.
Infine, con l'inserimento della voce fuori campo che narra la vicenda rappresentata, vengono ad unirsi e quindi sublimarsi nei Carri .

La cattedra universitaria del "Teatro di figura" dell'accademia delle belle arti di Firenze
ha mostrato un certo interesse per la manifestazione con l'idea di assegnare anche delle apposite tesi di laurea sull'argomento.


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